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Attualmente
si privilegia lipotesi che la vitiligine sia il risultato dellazione
di tutte e tre queste cause che in tempi diversi contribuiscono al formarsi
ed al mantenersi della patologia.
Gli studi
dell'I.R.B. in questo campo hanno portato alla seguente conclusione:
Lipotesi 1, quella della malattia autoimmune, risulta legata
essenzialmente agli stadi più evoluti della patologia, quando ormai
la vitiligine si presenta nella sua forma più conclamata ed evidenziata
da tempo.
Lipotesi 3 invece, quella di unorigine neurologica, trova
conferma nella vitiligine che si presenta con frequenza in soggetti con un
sistema nervoso ipersensibile, dove esiste anche una familiarità per
un tale sistema. Questa ipotesi 3 deve però essere collegata con lipotesi
2 (autodistruzione dei melanociti causata da forme autotossiche) per avere
la sua logica spiegazione.
In definitiva pertanto, qualunque sia lipotesi eziologica che si vuol
prendere in considerazione, la formazione di prodotti tossici che si forma
nei melanociti, ipotesi 2, danneggiandoli, è un indiscutibile
dato di fatto per ognuna delle ipotesi.
Questi prodotti tossici hanno unidentità precisa:
Sono i ROS, radicali superossido, in grado
di sconvolgere il naturale equilibrio biochimico.
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